giovedì 9 giugno 2011

ACQUA, NEL MONDO CATTOLICO TANTI «SI'»

ACQUA, NEL MONDO CATTOLICO TANTI «SI'» 

ACQUA, NEL MONDO CATTOLICO TANTI «SI'» 

I
l mondo cattolico riflette sui referendum e prende posizione, soprattutto per quanto riguarda i quesiti sull’acqua che «è e deve restare un bene comune». Questo ad esempio è l’invito di monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace: «L’acqua fra qualche anno sarà più preziosa del petrolio – ricorda il presule –. Non possiamo permettere che sia il privato a gestirla». 
Anche il vescovo di Sessa Aurunca, monsignor Antonio Napoletano, sollecita i fedeli della sua diocesi «a considerare se non sia veramente il caso di sostenere la campagna referendaria di quanti invitano a votare sì».
In un documento della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, approvato dall’arcivescovo Giovan Battista Pichierri si fa notare che «l’acqua è un bene comune e va gestito - senza sprechi e inefficienze - dallacomunità». I rischi del nucleare, continua il testo, sono ancora maggiori dei benefici. E per il legittimo impedimento, esso «allunga i tempi per l’accertamento della responsabilità penale e per il risarcimento dei danni arrecati alle persone offese».

Anche per l’
Azione cattolica di Cosenza-Bisignano «l’acqua non è una merce di scambio». Mentre don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio pastorale per i problemi sociali e lavoro di Nola sottolinea: «Andiamo a difendere un bene comune. L’acqua, elemento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza».

La Chiesa di Nola, inoltre, «ritiene che sia necessario ripensare il problema dell’energia nucleare e perseguire la strada delle energie rinnovabili
».
Un invito a votare per il sì ai quesiti riguardanti l’acqua giunge anche da don Alessandro Cirillo, responsabile della Commissione diocesana Giustizia e Pace di Nocera Inferiore-Sarno.
Mentre Unitalsi, Agesci e Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano) sollecitano gli iscritti a votare con consapevolezza.
Infine Francesco Zanotti, presidente della Fisc, riassume così la posizione dei Settimanali Cattolici: «Acqua: non è una merce qualsiasi e il suo uso deve essere razionale e solidale». Nucleare: «Si è posta, in particolare, la domanda su quale futuro intendiamo consegnare alle nuove generazioni». Legittimo impedimento: «Il dibattito è stato meno appassionato anche perché la gente si aspetta che su quesiti così complessi si esprima il legislatore».

(da Avvenire 9 giugno 2011)



mercoledì 1 giugno 2011

HIRPUSMEPHITIS: Ariano Irpino, Madre Giuseppina Arcucci, convegno ...

HIRPUSMEPHITIS: Ariano Irpino, Madre Giuseppina Arcucci, convegno ...: "Ad Ariano Irpino, città d'eccellenza del patrimonio della ceramica, dalle grandi tradizioni storiche ed ecclesiali, commemora una sua grand..."

sabato 2 aprile 2011

CAMMINO QUARESIMALE IV SETTIMANA DI QUARESIMA DOMENICA DELLA GIOIA


Quarta DOMENICA DI QUARESIMA – A

IV Domenica di Quaresima
Anno A
Vangelo Breve: Il cieco nato


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

CONGREGATIO PRO CLERICIS
Citazioni di
La Liturgia della Chiesa, in questa Quarta Domenica di Quaresima, ci invita a ripercorrere una delle dinamiche fondamentali della nostra rinascita battesimale, attraverso l’esempio evangelico del “cieco nato”: il passaggio dalle tenebre del peccato e dell’errore alla Luce di Dio, che è Cristo Risorto.
Già nella Rivelazione vetero-testamentaria, il Signore Dio aveva mostrato al Popolo di Israele quanto il giudizio del Creatore fosse più profondo e vero dei pensieri della creatura. Abbiamo infatti ascoltato nella Prima Lettura: «Non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (1Sam16,7b). Il Signore aveva indicato, così, quale fosse l’unico vero criterio per giudicare un uomo, e, insieme, l’unico luogo, in cui l’uomo avrebbe potuto incontrare lo sguardo di Dio ed entrare in rapporto con Lui: il suo cuore. Per “cuore”, ovviamente, la Bibbia non intende il centro delle pulsioni più recondite, ma il “sacrario” dell’uomo, la sua coscienza, dove gli è dato di ascoltare la voce stessa di Dio e riconoscere, così, il frutto della Luce: «ogni bontà, giustizia e verità» (Ef 5,9).
Tuttavia, incapace di rimanere fedele a quanto di più vero c’è in lui, l’uomo torna a ripiegarsi sui propri piccoli criteri, producendo ogni cattiveria, ingiustizia e falsità, pur di governarsi da sé, ottenendo ciò che, di volta in volta, egli decide essere il suo bene, e sperando di divenire così «come Dio» (Gen 3,5).
Dio, però, non si arrende e viene incontro ad ognuno di noi, nel duplice modo narrato dal Vangelo. Innanzitutto, «sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco» (Gv 9,6): Dio si è fatto cioè uomo, creatura; si è unito alla nostra terra, così che l’uomo non dovesse più fuggire da Lui, ma potesse arrivare a riconoscere, tramite l’incontro con la Sua santissima Umanità, quanto San Giovanni scrive nel prologo del Vangelo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).
In secondo luogo, «gli disse: “Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe”, che significa ‘Inviato’» (Gv 9,7a): Cristo, l’Inviato del Padre, assume su di Sé, tutto il nostro peccato, fino alle conseguenze ultime della nostra cecità, fino a lasciarsi spogliare, coronare di spine ed inchiodare ad una croce, rifiutato dal Suo stesso Popolo ed abbandonato dai Suoi più intimi amici. Questo amore inaudito di Cristo non può che vincere definitivamente, col tempo, ogni timore di fronte ai nostri limiti, poiché non vi è nulla di noi che possa impedirgli d’amarci.
Dall’assunzione amorevole del nostro rifiuto, della nostra ottusità omicida, poi, il Signore Gesù ha compiuto l’atto più straordinario della storia: ha offerto liberamente il Suo Corpo al Padre, per la nostra salvezza, e, così, ha consacrato per ciascuno di noi tutta la Sua Persona. Ci ha introdotti nel Suo sacratissimo Cuore, infiammato d’Amore per noi, cioè nella stessa Luce di Dio, nella Luce della Risurrezione, e ha fatto di noi una “nuova creatura” (cfr. 2Cor 5,17). Abbiamo ascoltato, infatti: «Quegli andò, si lavo e tornò che ci vedeva» (Gv 9,7b).
Proprio questo indistruttibile legame con Cristo, fondato sul Suo Amore e la Sua Fedeltà, è il “nuovo essere” che ci è stato donato il giorno del nostro Battesimo, e nel quale siamo più profondamente inseriti tramite i Sacramenti dell’iniziazione cristiana. Questo nuovo essere, però, non può portare frutto in noi senza il pieno e rinnovato consenso della nostra libertà, che, in questa vita terrena, si esprime, si rinvigorisce e trionfa attraverso quello straordinario attaccamento ai “fatti” testimoniato dal cieco, guarito da Cristo. Egli, interrogato dal mondo su come fosse avvenuta la sua guarigione, narra semplicemente ciò che gli è accaduto: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista».
Domandiamo a Maria Santissima di essere fedeli alla verità, ai fatti della nostra vita, afferrando la mano che, in ogni circostanza, Cristo ci tende; lasciamoci, così, scuotere dal torpore che sempre ci insidia, per vivere totalmente di Lui, Amore Crocifisso e Risorto, in questa vita e nell’Eternità: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà»! (Ef 5,14).
( I testi d imeditazione sono curati dalla Congregazione per il Clero, di cui si ringrazia per il prezioso servizio.)

mercoledì 30 marzo 2011

L' Italia che vorrei..(Canzone dedicata al 150° Unita Italia)





L' Italia che vorrei..(Canzone dedicata al 150 Unita Italia




Testo bellissimo da diffondere in tutte le Scuole.
Grazie Agnese....

L'ITALIA CHE VORREI
 Testo e musica di Agnese Ginocchio


L'Italia che vorrei  è come un grande regno
 che garantiswce all'uomo lavoro e dignità
 come una vera madre che accoglie l'indifeso
 protegge lo straniero da ogni aparteid
L'Italia che vorrei , quella che mette al centro
libertà e parità,
 fra uomo e donna e mondo e elegge  il suo governo sulla moralità
 e fonda le sue leggi su verità e giustizia
 perchè si affermi uno Stato di diritto


Unità, unità è l'Italia della pace e della solidarietà
Unità, unità è l'Italia  trasparente della legalità
Unità, unità è l'Italia dei valori 
 per salvarne memorie e identità.


La Costituzione e la democrazia
La Costituzione e la democrazia!


L'Italia che vorrei  è quella che non cede
 ad ogni compromesso ma cherinnega  mai
è quella che si fonda  sul popolo per bene
e pensa e protesta contro ogni abuso di potere.

L'Italia che vorrei  difende la sua terra
da ogni scempio e mafia
 ripudiando ogni guerra
e abbatte le distanze tra tutti i popoli
 fratelli siamo noi , figli di una sola umanità
 destati Italia  e ritorna, al tuo, splendore.

Unità è l 'italia della pace e della solidarietà
Unità , è l'Italia trasparente della legalità.
Unità ,è l'Italia dei valori per salvar memoria 
 da te dipenderà
la Costituzione e la democrazia
la Costituzione e la democrazia.
Quanto sangue, quanto dolore
 per arrivare a questa Costituzione
dietro ogni articolo di questa Costituzione
giovani 
voi dovete vedere i giovani  come voi
caduti combattenti, fucilati , impiccati torturati
morti di fame nei campi di concentramento
morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano
per le strade di Firenze, 
per le strade di Palermo 
 le strade di  Roma, di Caserta, 
per le strade di Napoli, per le strade di Caserta, del Sud
 che hanno dato la vita perchè libertà e giustizia
 potessero essere scritte su questa Carta.
Unità, unità è l'Italia della pace e della solidarietà
Unità, è l'Italia  trasparente della legalità
Unità, è l'Italia dei valori per salvarne memoria 
 e difenderà
la Costituzione e la democrazia
destati Italia.

Caserta- Ancora una volta é sempre la "Donna" la  portabandiera della nostra Nazione. E sarà sempre la "Donna Coraggio" che rappresenta l'Italia della rinascita e del riscatto morale, ad afferrare in mano le redini e a condurre avanti la barca vacillante. Nasce quindi da una "Donna" della nostra provincia di Terra di Lavoro, definita la "terra dei clan", l'idea di comporre in occasione delle celebrazioni del 150° dell' Unità d'Italia, un brano in difesa della "Costituzione Italiana" dedicandolo proprio al "150° dell' Unità d'Italia. Agnese Ginocchio (nativa del comune matesino di Alife), cantautrice per la Pace, ha composto questo brano d'impegno per la Pace - come da lei sottolineato- dedicandolo all' Unità d'Italia e in difesa della Costituzione. Il titolo: "L'Italia che vorrei.." . Testimonial in tantissime iniziative scolastiche -e non- a favore della Pace, della solidarietà, della legalità e dei diritti, pluripremiata per il suo notevole impegno per la Pace, Agnese Ginocchio è voce resistente di Donna di quel sud che non tace, che non si rassegna e che non indietreggia alle minacce dei poteri forti, alla malapolitica e agli abusi di potere di ogni genere. Un' impegno assiduo che porta avanti costantemente e tenacemente, indipendentemente da ogni contrapposizione di più parti e "libera" da qualsiasi vincolo politico, per tenere ben alto e onorare -come da lei stesso definito- il sacrosanto nome e la sua scelta per la Pace, che comporta ogni giorno scelte responsabili, impegno costante, sensibilizzazione, movimento e impegno civile. L' anteprima del brano era stata presentata recentemente all' Ateneo della Sun Polo scientifico di Caserta nell' ambito dell' evento relativo alla "Lettura No-stop della Costituzione Italiana " organizzato dall' Università nella figura del Rettore Francesco Rossi e del Preside Augusto Parente. "Il brano- ha fatto sapere la Testimonial della Pace-, "sarà fatto ascoltare in occasione delle celebrazioni dedicate all' Unità d'Italia. (per info e per ospitare la Testimonial per la Pace e o per la presentazione del brano suddetto nell' ambito di eventi scolastici, culturali, storico ed educativi, contattare sul sito del Movimento per la Pace, vedere in coda...). Intanto, per chi vuole ascoltare il brano e saperne qualcosa in più, ancora una volta Agnese Ginocchio ci mette a disposizione questo video educativo che accompagna il suddetto brano, che ha lo scopo di mettere in evidenza, attraverso le immagini, il messaggio dal forte contenuto educativo e storico. L' arrangiamento é stato magistralmente curato dal maestro polistrumentista "Niky Saggiomo" di Napoli. Da evidenziare la parte del finale del brano che culmina con la voce recitante di un bambino, il piccolo "Daniele Saggiomo", che esclama la frase: "Destati Italia!" . Il piccolo Daniele di anni 8, frequenta la 3^ elementare presso l'Istituto S. Lorenzo di Calvizzano(Na). " E' stata pensata nel brano appositamente questa chiusura, "- ha spiegato la cantautrice per la Pace- "perché il bambino é simbolo di speranza, di Pace, di innocenza...quell' innocenza che sia gli adulti che i politici hanno dimenticato deleggittimandola da tempo... Ma "noi" abbiamo il dovere di recuperarla, dobbiamo quindi darci una smossa, dobbiamo prenderci solennemente un impegno in occasione del 150° anniversario della nostra Repubblica, e dobbiamo farlo soprattutto per un motivo: per restituire all' Italia dignità, riscatto morale e bellezza, per recuperare la storia e la memoria dei nostri padri della Resistenza, che hanno lottato per difendere l'Italia dall'affondo, per salvare l'Italia dalla devastazione e per salvare infine il futuro di questi nostri figli, altrimenti" - e conclude- "non avrà alcun senso celebrare l' Unità d'Italia! ".... Nello sviluppo del brano c'é ancora un momento particolarmente suggestivo, (difficile restarne indifferenti) dove ad un certo punto viene declamata a voce libera la parte finale tratta dal discorso ai giovani di Milano di "Piero Calamandrei" sulla difesa della Costituzione(1955). "Sogno un'Italia libera, che garantisce lavoro e dignità ad ogni uomo e i cui rappresentanti di governo fondano le proprie leggi sulla moralità e non sui ricatti o sulle delegittimazioni.. Diamoci dunque da fare e impegniamoci a cambiare questo stato di cose che non va, nel nome della Pace, per la difesa della nostra Costituzione e della Democrazia!". Ancora una volta l' impegno di una Donna, figlia del nostro sud, ha centrato il bersaglio. La musica può cambiare e spronare davvero il cuore della gente se il messaggio in essa contenuto é per il "Bene Comune" e "l'Impegno civile". In questo caso lo é, per questo che ringraziamo Dio per il dono di avere tra noi "chi" ci aiuta a riflettere meglio per ricondurci sui passi dell' impegno, sui passi del riscatto.." (Per il resto della recensione visitare il sito del Movimento per la Pace)*(Comunicato stampa da redaz. cultura prov.)



Note: Per info e per ospitare la Testimonial per la Pace nell'ambito di celebrazioni e / o per la presentazione del brano suddetto nell' ambito di eventi scolastici, culturali, storico ed educativi, contattare sul sito del Movimento per la Pace

sabato 19 marzo 2011

video pubblicato da Agnese Ginocchio


L'Italia che vorrei..(Brano dedicato al 150° dell'Unità d'It... [HQ]

7:23
Presentazione video che accompagna il brano - Inno- di impegno per la Pace dedicato al 150° dell' Unità d'Italia e in difesa della Costituzione, composto dalla cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio(Segue comunicato ed info complete)

Caserta- Ancora una volta é sempre la "Donna" la portabandiera della nostra Nazione. E sarà sempre la "Donna Coraggio" che rappresenta l'Italia della rinascita e del riscatto morale, ad afferrare in mano le redini e a condurre avanti la barca vacillante. Nasce quindi da una "Donna" della nostra provincia di Terra di Lavoro, definita la "terra dei clan", l'idea di comporre in occasione delle celebrazioni del 150° dell' Unità d'Italia, un brano in difesa della "Costituzione Italiana" dedicandolo proprio al "150° dell' Unità d'Italia. Agnese Ginocchio (nativa del comune matesino di Alife), cantautrice per la Pace, ha composto questo brano d'impegno per la Pace - come da lei sottolineato- dedicandolo all' Unità d'Italia e in difesa della Costituzione. Il titolo: "L'Italia che vorrei.." . L' anteprima del brano era stata presentata recentemente all' Ateneo della Sun Polo scientifico di Caserta nell' ambito dell' evento relativo alla "Lettura No-stop della Costituzione Italiana " organizzato dall' Università nella figura del Rettore Francesco Rossi e del Preside Augusto Parente. "Il brano- ha fatto sapere la Testimonial della Pace-, "sarà fatto ascoltare in occasione delle celebrazioni dedicate all' Unità d'Italia. (per info e per ospitare la Testimonial per la Pace e o per la presentazione del brano suddetto nell' ambito di eventi scolastici, culturali, storico ed educativi, contattare sul sito del Movimento per la Pace, vedere in coda...). Intanto, per chi vuole ascoltare il brano e saperne qualcosa in più, ancora una volta Agnese Ginocchio ci mette a disposizione questo video educativo che accompagna il suddetto brano, che ha lo scopo di mettere in evidenza, attraverso le immagini, il messaggio dal forte contenuto educativo e storico. L' arrangiamento é stato magistralmente curato dal maestro polistrumentista "Niky Saggiomo" di Napoli. Da evidenziare la parte del finale del brano che culmina con la voce recitante di un bambino, il piccolo "Daniele Saggiomo", che esclama la frase: "Destati Italia!" . Il piccolo Daniele di anni 8, frequenta la 3^ elementare presso l'Istituto S. Lorenzo di Calvizzano(Na). " E' stata pensata nel brano appositamente questa chiusura, "- ha spiegato la cantautrice per la Pace- "perché il bambino é simbolo di speranza, di Pace, di innocenza...quell' innocenza che sia gli adulti che i politici hanno dimenticato deleggittimandola da tempo... Ma "noi" abbiamo il dovere di recuperarla, dobbiamo quindi darci una smossa, dobbiamo prenderci solennemente un' impegno in occasione del 150° anniversario della nostra Repubblica, e dobbiamo farlo soprattutto per un motivo: per restituire all' Italia dignità, riscatto morale e bellezza, per recuperare la storia e la memoria dei nostri padri della Resistenza, che hanno lottato per difendere l'Italia dall'affondo, per salvare l'Italia dalla devastazione e per salvare infine il futuro di questi nostri figli, altrimenti" - e conclude- "non avrà alcun senso celebrare l' Unità d'Italia! ".... Nello sviluppo del brano c'é ancora un momento particolarmente suggestivo, (difficile restarne indifferenti) dove ad un certo punto viene declamata a voce libera la parte finale tratta dal discorso ai giovani di Milano di "Piero Calamandrei" sulla difesa della Costituzione(1955). "Sogno un'Italia libera, che garantisce lavoro e dignità ad ogni uomo e i cui rappresentanti di governo fondano le proprie leggi sulla moralità e non sui ricatti o sulle delegittimazioni..Diamoci dunque da fare e impegniamoci a cambiare questo stato di cose che non va, nel nome della Pace, per la difesa della nostra Costituzione e della Democrazia!". Ancora una volta l' impegno di una Donna, figlia del nostro sud, ha centrato il bersaglio. La musica può cambiare e spronare davvero il cuore della gente se il messaggio in essa contenuto é per il "Bene Comune". In questo caso lo é, per questo che ringraziamo Dio per il dono di avere tra noi "chi" ci aiuta a riflettere meglio per ricondurci sui passi dell' impegno, sui passi del riscatto.." (Per il resto della recensione visitare il sito del Movimento per la Pace)*(Comunicato stampa da redaz. cultura prov.)

Note: Per info e per ospitare la Testimonial per la Pace nell'ambito di celebrazioni e / o per la presentazione del brano suddetto nell' ambito di eventi scolastici, culturali, storico ed educativi, contattare sul sito del Movimento per la Pace

Per leggere tutte le didascalie dei fotogrammi che compongono il video (che per la lunghezza non é possibile aggiungere quì) collegarsi a questo link:http://movimentopaceambasciatori.blogspot.com/2011/03/agnese-ginocchio-presenta-il-video-che.html

domenica 14 novembre 2010

Letture retrospettive: Il miracolo del Villaggio dei Beni culturali del Goleto

domenica 14 novembre 2010

Letture retrospettive: Il miracolo del Villaggio dei Beni culturali del Goleto

Letture retrospettive: Il miracolo del Villaggio dei Beni culturali del Goleto

Al Prof. Antonio Massarelli e alla Prof. Magda Bisceglie 


Or sono trent'anni, quanti ricordi ed emozioni,
battaglie culturali di una generazione sulle macerie del disastro
S. Angelo e l'Irpinia risorgono dai lutti e schegge della storia! 
Uno stuolo di volontari dalla mitica Brescia
invadono le zolle nelle terra benedettina di S. Guglielmo.


Magda, Antonio, hanno vinto con una schiera di giovani
la sfida della rinascita...
così sorge il Villaggio dei Beni Culturali,
 quante opere restaurate, quanti beni librari ed archivistici
sono rimersi dalla macerie e riconsegnati allan Diocesi.


Le voci del passato rivivono con la gratitudine delle centinaia 
 di angeli della rinascita e della storia.


Con affetto e gratitudine .


                     Dal disperazione 
                                                                 alla speranza  ........... della luce e della rinascita di S. Angelo grazie agliangeli della Solidarietà che sono venuti a S. Angelo e in Irpinia.....................................................................
                                      S. Angelo, panorama anni'20

                                                             S. Angelo dei Lombardi, cattedrale, particolare

 
                                       
                                        S. Angelo dei Lombardi, panorama anni '70